giovedì, ottobre 04, 2007

What's the difference?

Riporto qui di seguito (tradotto dall'inglese) un breve passo di un testo trovato su internet, che spiega in un modo tutto suo come automigliorarsi e avere successo nella vita. E' scritto sottoforma di dialogo tra un "insegnante" (colui che spiega, insomma) e uno "studente" scettico che vuole imparare ma non è molto convinto.

...
Insegnante: "Che differenza c'è tra una persona veramente disponibile e generosa e un tizio che si limita a fare gesti generosi e disponibili tutto il tempo?"
Studente: "Uno dei due è un bastardo miserabile e bugiardo che in realtà non è per nulla buono, e che continua a fare roba che detesta per secondi fini?"
I: "Sì. Ma avrei accettato come risposta anche "un anno" ".
S: "Un anno?"
I: "E' più o meno il tempo necessario alla svolta, la differenza. Proprio così. Se ti attieni al bravo-scout e martire-che-di-più-non-si-può per un anno (talvolta anche sei mesi), sarà un meccanismo talmente ingranato che diventerà il nuovo te".
...

Questo pezzo segue e precede tutto il resto del messaggio, ma gran parte si focalizza qui, ricapitolato poco dopo con una frase: "Fingi abitualmente che qualcosa riguardo a te stesso sia vero, e quel qualcosa lo diventerà".

Ora, saltando sia il lato mistico sia il lato eccessivamente pratico, tutto ciò offre dei dati interessanti, o comunque un altro parere. Io sono sempre stato intimamente convinto che le persone possano cambiare: ho visto troppe cose strane attorno a me per pensare che dati comportamenti o azioni possano essere dati da semplici lati nascosti di una personalità o da distorsione personale degli eventi. Quelle persone (sto parlando in generale ora) sono cambiate da com'erano prima, perchè hanno affrontato difficoltà, si sono inasprite o addolcite, ma non sono com'erano prima. Non si tratta solo di esperienza, si parla soprattutto di dinamiche interne del cervello, della psiche, dell'animo, del modello comportamentale: ogni azione, con il suo ricordo e le sue azioni, incide sul nostro modo di fare in diverse misure.

Dimostrato (per assurdo) che le persone cambiano, è dunque possibile indurre un cambiamento volontario e mirato, orientato verso un obiettivo preciso? Questo messaggio propone un metodo che vanta di poterlo fare. Altro non è che l'estrazione più sintetica possibile del concetto di azione volontaria: se voglio apparire gentile, mi comporto volontariamente in maniera gentile. Insomma, non è un gesto che faccio in maniera spontanea, ma è "artificiale". Questa teoria dunque sostiene che una serie di gesti volontari, forzati e artificiali possano portare ad assimilare quei comportamenti come propri: così come le azioni di tutti i giorni (di molteplice natura e tipo) incidono in direzioni diverse e contrastanti nei nostri comportamenti, così se incidiamo e forgiamo con una serie di segnali tutti nella stessa direzione dovremmo riuscire a spingere le nostre azioni a rendersi spontanee verso ciò che vogliamo.

Dovremmo.



Prima di provare a mettere in pratica tutto questo, ci devo pensare un bel po'. Anche se penso che la lettura de "La Coscienza di Zeno" forzerà non poco la mia decisione. Nota bene: decisione, non proposito.

2 Comments:

At 11:53 AM, Blogger Laura Ingallinella said...

Mmh. Credo sia possibile. Insomma, alla fine cercare di migliorarci è quello che facciamo da una vita... perché non esserne consapevoli? Credo tuttavia che una persona non possa cambiare "radicalmente". Ne è la prova che lo stesso evento agisce in modi diversi sulla gente. L'intervento di trasformazione avviene sempre su... come dire... una "indole di base". Quella, secondo me, non cambierà mai e poi mai... sono sempre opinioni, naturalmente.

Il tuo blog è molto interessante.
Tornerò a farti visita...

 
At 6:45 PM, Blogger Desirio said...

Sì è vero, c'è bisogno di una data "indole di base" perchè un cambiamento avvenga. Tuttavia, sono dell'idea che se un cambiamento viene in mente, allora è proprio dell'indole. Ad esempio: se io decido che da domani voglio essere più gentile (e lo decido di cuore), vuol dire che il mio animo concepisce la maggiore gentilezza come un miglioramento, e dunque c'è disposizione.

Grazie per la visita e il commento, apprezzo moltissimo ;)

 

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