Le cose che non dico
...sono quelle che si fermano sulla punta della lingua, ma che non passan sulle dita, nella tastiera, poi sullo schermo, infine sul blog.
Restano ferme proprio lì, a metà tra l'aorta e l'intenzione, senza che si possano togliere dall'incastro in cui son finite. Perchè tu ci giri e ci rigiri, ci pensi, elabori. Sono alla fine i motivi dei miei numerosi e frequenti silenzi: sto zitto perchè penso. Penso a un sacco di cose. E mentre si pensa a ghirigori volanti impegnati in evoluzioni aeree uniche e speciali, mica si può parlare di altro! E allora si sta zitti.
Peccato che spesso, un po' per la mia memoria, un po' per la peculiare unicità di questi pensieri, vada tutto perduto. Mi ci vorrebbe una tastiera invisibile su cui prendere appunti per ricordarmi in seguito. Ma probabilmente anche se l'avessi, non scriverei in seguito nulla dei miei appunti: come le rose, certi pensieri vivono un giorno solo.
Per chi se lo chiedesse, in Polonia è andata benissimo. Forse è davvero un'esperienza che mi ha cambiato la vita, anche se sicuramente non nel modo che avrei potuto pensare. Sicuramente ci scriverò qualcosa. Ma ora no. Ora devo elaborare. Devo pensare, e pensarci.


3 Comments:
Oooook.... condivido TUTTO...=P
'sta luego!
Giuro che non avevo ancora letto il tuo blog quando ho scritto il post... Giuro...! :D
Credo che visitare la Polonia possa essere un po' come andare in Medio Oriente o in Africa o in America Latina...
E' una di quelle esperienze che non dimentichi mai e che probabilmente ti fanno apprezzare molto di più quello che possiedi...
Per questo un giorno vorrei andare in Africa :)
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