domenica, dicembre 17, 2006

No turning back

Per chi non fosse particolarmente anglofono, questa espressione idiomatica (grammaticalmente scorretta, ad esser pignoli) è traducibile con il molto simile "non si torna indietro", espressione abbastanza cinematografica entrata in voga suppongo proprio in scia a traduzioni della sua versione inglese.
Detto questo, il titolo non si riferisce a ciò che ho raggiunto ma a ciò che vorrei raggiungere. Mi trovo da un discreto numero di mesi (quattro per la precisione, ma quando si guarda alle spalle a breve termine sembra sempre una vita mentre vent'anni sono passati in un battito di ciglia... Ah, il tempo soggettivo) in una situazione di estremo stallo. Penso di essere in attesa che accada qualcosa, un comportamento abbastanza pigro e passivo (e quindi nella mia concezione negativo), ma finora non sono riuscito a fare niente.
E' incredibile, a parte tutto, come sia possibile che l'umore cambi in fretta... Bastano 5 minuti, cinque semplici minuti, qualche collegamento mentale, le paroline giuste... E bum, ti sembra di voler far saltare in aria tutto. Che poi, in realtà, di altro non si tratta che di un infinito bisogno di Amore. Per questo ritengo Neon Genesis Evangelion una delle opere (d'arte, di letteratura, di animazione...) più grandi della storia... Shinji Ikari racchiude davvero in sè tutto il genere umano: i suoi problemi sono davvero quelli di tutti, non quelli di The O.C. o di Una mamma per amica... Problemi che ti portano alla follia.
In questo estremamente lungo periodo di stallo, sono in genere di pochi umori estremi. Quando di solito mi potevo trovare con numerose sfumature e variazioni di umore (un po' di questo, un po' di quello...), mi ritrovo a sapere esattamente come mi sento. E precisamente:
-Sfondare il culo al mondo: niente di più chiaro. Voglia di sfondare il culo al mondo: far capire a tutti che cosa provo, far capire a tutti che lo provano anche loro, e cercare di risolverlo tutto assieme. Questo in genere viene a seguito di situazioni emotive particolari (rabbie, tristezze...) e di solito scompare al risveglio del giorno successivo.
-Apatia: anche questa si spiega da sola. Totale assenza di emozioni, sensazioni, piaceri, godimenti, dolori... Niente di niente. Vuoto. Puoi fare qualsiasi cosa, ma tanto non ti cambia niente: nella situazione in cui ti trovi sei così perso nella nebbia che niente ti tira fuori. Piano piano ne esci da solo, ma te ne accorgi quando già ne sei fuori. E' una fase che "spurga" da sola, con durate che oscillano dal paio di giorni alle due settimane.
-Disperazione: che dire? Fuori. Fuori, fuori fuori di testa. Tutto cade, tutto crolla, niente è stabile, tutto volubile (dopotutto il karma dovrebbe scorrere, no?). Non c'è motivo di esistere, esisti e basta, e la tua angoscia dell'esistere trova un'affermazione, perchè in quel momento la tua vita non ha alcun senso. E a quel punto ti viene davvero da chiederti se lo scopo della vita non sia davvero il solo provare angoscia. Ci si cade all'improvviso, proprio come all'improvviso ci si trova fuori dall'apatia. Ci si esce in modi strani, disparati, improvvisi (non "a sorpresa" come l'apatia, proprio all'improvviso, in fretta): ascoltando una canzone, sentendo una frase, guardando una foto, leggendo due righe...
-Euforia: uno stato molto simile allo "spacco il culo", ma senza "spacco il culo" :D ... Un voler volare alto e spingersi in alto con le proprie forze... Si potrebbe chiamarlo "good will". A queste fasi temporanee e posticce, di solito segue apatia o disperazione.

Quando di solito, negli ultimi quattro mesi, mi sono trovato in una precisa di queste situazioni emotive (o in piccolissime variazioni sul tema, veramente infinitesimali), questa sera (notte) mi trovo in una condizione che sta a metà tra tutto il quanto, nel senso che c'è un po' di tutto... Sono un po' disperato, un po' euforico, un po' apatico, e ho pure un po' di voglia di spaccare il culo... La voglia deriva e punta allo stesso tempo ad un punto di non ritorno (no turning back, per tornare in topic :) ).
Fino a che non ci sarà un punto di non ritorno, qualcosa che non potrò più cambaire, una rovina totale, una disfatta, o una conquista impagabile, un guadagno senza precedenti... Questa situazione di stallo non si muoverà. Per questo NECESSITO di un punto di non ritorno: ho bisogno di qualcosa che mi faccia guardare alle spalle e mi faccia dire: "ok, indietro nons i torna. Ora comincio a correre."
Magari a dove correre ci penso lungo la strada, non ho per forza bisogno di qualcosa per cui correre... Per ora mi basto dover correre. Nel senso metaforico ovviamente...

Insomma, ho bisogno di un fottutissimo e stramaledetto punto di partenza...

Che me lo possa creare io un punto di non ritorno? Potrei in ogni momento. Potrei uccidere qualcuno (scherzo :D ), fare una scelta azzardata, lanciarmi... Torba sostiene a ragione che "vola solo chi osa farlo" (non ce la faccio a non citarlo gente, dai, perdonatemi :D)... Magari il mio destino è di schiantarmi in volo... Ma sono convinto che prima o poi riuscirò a volare :)... Non si può mica andare avanti tutta la vita con lesionismo autodistruttivo no? Mica sono Kobain...

Devo farcela... No... Voglio farcela...

lunedì, dicembre 04, 2006

Quando perdi il filo

No, non è il solito post sulla depressione. Certo, sono depresso al momento, ma non è quel perdere il filo di cui parlo. E' quando lo perdi proprio del tutto ma ti accorgli che ti sta accadendo, non dopo, te ne accorgi ora.

O provato a pensare a me tra qualche mese se vado avanti così. Una tragedia. Cioè, sono vuoto come un vaso Ming, non ho niente che mi soddisfi, niente che io abbia voglia di fare, niente a cui io guardi, niente che in prospettiva mi rallegri, niente, nemmeno l'impensabile (vinci alla lotteria, prendi tutti 30... Tanto per dire). Questa è una delle cose più tristi che possono capitare... Non l'avevo mai neanche immaginata, o perchè non osavo o perchè non riuscivo a concepirla, ma è una situazione veramente brutta. Cioè, tu non vivi, vegeti. Non riesco a darmi neanche obiettivi a breve termine per un semplice motivo, perchè lo sento come autoinganno.
Mettiamo, ad esempio, che io mi metta come obiettivo il prendere 30 al prossimo esame. Ma poi lo vedo subito e da solo: e poi? A cosa porta questo?
Non sto dicendo (o forse sì?) che per ogni cosa che faccio ho bisogno di uno scopo aulico e altissimo, mi basterebbe poco (o forse no?), ma ora come ora non ho uno schifo di motivo per fare nulla. Passo le giornate a fare niente, bazzico sui forum e sui blog, scrivo qualche messaggio, provo a studiare per l'esame... Ma niente che valga davvero la pena...

E' questo il perdere il filo: capire che sei fuori rotta di brutto (lo so, consonanza orrenda, ma non ho voglia di cambiarla...) e che se continui così lo sarai sempre più. Non sto proprio male male, è che sono perso...

Aggiornamenti il più presto possibile... =)