domenica, giugno 24, 2007

Saturday Night Live

Curioso come la maggior parte dei post nei blog che conosco siano scritti nella notte tra sabato e domenica o tra domenica e lunedì. Curioso non per la concomitanza tra le persone: è risaputo che siamo tutti persone, e abbiamo tutti schemi mentali analoghi in fondo. La domanda giusta da porsi è: perchè proprio in queste sere?

La risposta (ovviamente... -_-") non è semplice da dare. Verrebbe da dire: "Perchè si è più ispirati". Arguta osservazione, ma quindi la domanda passa sul perchè si è maggiormente ispirati. Io suppongo che sia per il semplice fatto che il sabato sera, per la nostra generazione e forse per qualcun'altra, passata e futura, è il picco dei rapporti sociali settimanali salvo casi anomali. E con picco non intendo la maggior parte, ma solo quella più corposa e massiccia. E attenzione: si parla anche di picco negativo.
Perchè capitano quelle sere (grazie a Dio questa non è una di quelle :D) in cui sei a casa da solo, magari guardi qualche porcata alla TV, o la passi al computer, e ti ritrovi lì con idee per la testa e solo una valvola di sfogo... Stessa cosa capita quando esci, anche se in senso opposto: ti diverti, ti bevi la tua birra, scherzi e ridi con gli altri, programmi uscite e eventi che realizzerai solo per un 10% ad andare bene. E poi ti ritrovi a casa, che non hai sonno perchè hai già passato la soglia a cui normalmente andavi a dormire. Allora vai lì, accendi il computer, controlli la posta... E già che ci sei vai a scrivere qualcosa, qualsiasi cosa, che però ti faccia sentire ancora in contatto con quella realtà umana che avevi sentito fino a poco prima.

L'ispirazione dunque non è altro che un'emozione molto forte, un'emozione che viene fuori più spesso (e più sinceramente) dall'andamento dei propri rapporti sociali.


Devo ricordarmela questa. ;)

lunedì, giugno 11, 2007

Qualcosa da dire

Ecco quello che fa la differenza: avere qualcosa da dire.

Lo so, è strano vedere due thread uno così vicino all'altro (nove giorni!), ma evidentemente in questo periodo sono particolarmente ispirato. Il fatto è che mi sono questionato parecchio sul perchè io non scriva molto sul blog. Molti chiudono perchè non hanno tempo, altri perchè non hanno voglia, altri perchè non se la sentono... La verità è che c'è bisogno di qualcosa da dire.
Detto così sembra un'idiozia: "Chiunque ha qualcosa da dire, sempre" mi diresti. E invece no, pensaci bene: cosa scriveresti sul blog, così, su due piedi? In pasto a tutti (tutti... Qualcuno che passa di qui perchè non ha niente da fare :D) quelli che passano o che ti conoscono. E già l'elenco di persone che direbbero che hanno qualcosa da dire diminuisce.
Ma poi a questo ben poco folto manipolo di sopravvissuti (nel quale rientro anche io) si pone la seguente domanda: "Ma se hai così tante cose da dire, perchè non le dici?". Eh, bella domanda. La prima risposta che viene da dare, e in definitiva quella corretta, è la semplicissma: "Perchè non interessa a nessuno".

Il qualcosa da dire è dunque da intendersi non come un qualsiasi cosa da dire. Si tratta di un Qualcosa con la Q maiuscola, di un argomento, accadimento, riflessione di interesse comune. Il mio problema, da questo punto di vista, è che sono in grado di scrivere questo tipo di testi solo in caso di ispirazione, o di bisogno impellente. Ma che scrittore mi credo di essere (o di voler diventare!) se sono in grado di scrivere solo su dettami emotivi? Perchè scrivo solo quando ho lo slancio?
La risposta in linea di massima è procrastinazione. Scrivo domani. Lo faccio poi. No ma non lo legge nessuno. Non importa! La verità è che scrivo per scrivere! Che poi lo scopo della scrittura sia l'essere letti, fa parte della sezione successiva del problema.

Quindi il nocciolo del problema è: io CE L'HO, questo Qualcosa da dire, perchè nel bene o nel male, interessante o meno, riesco a porlo in maniera da attirare l'attenzione. In linea di massima il problema, dunque, non c'è. E allora siccome non c'è neanche un "Nan demo nai" a 'sto giro, mi sa che i post un po' aumenteranno. Mi fa bene, mi fa stare bene, e siccome il "bene" mi piace... :P


In ogni caso, questo discorso ha portato alla luce il mio rapporto con la mediocrità, ma è un argomento troppo esteso per essere trattato da sottoinsieme di questo thread. Diciamo che sarà il prossimo argomento trattato.




Ciauz

sabato, giugno 02, 2007

Pensieri a scadenza

Dopo lungo tempo, torno a regalarvi un pensiero che non ha nulla a che fare con i miei problemi attuali, ma che ogni tanto torna a girarmi in testa, ed in un certo senso è molto interessante.

Alla veneranda età di 20 anni, mi capita spesso di ripensare al passato nel breve: alle medie, ai primi due anni di superiori, al triennio... Come sono sicuro capiti di pensare un sacco di volte anche a voi. Ecco, e assieme al pensare al passato, si ricorda ciò che girava per la testa a quel periodo. E viene da pensare: "Ma che stupidate che pensavo!". Non con disprezzo, ma alla luce delle nuove scoperte, dei nuovi ragionamenti, delle nuove conclusioni raggiunte, sembra tutto incredibilmente sbagliato ed infantile. Già solo guardando indietro in questo blog si leggono delle ingenuità (tali almeno per me) che ora ALMENO formulerei in modo diverso.
Conseguente a questo, quasi derivato direttamente, soggiunge questa postilla: "Quindi, in un futuro più o meno lontano, anche quello che sto pensando adesso sembrerà una massa di idiozie...". Non è un ragionamento così forzato, a guardare bene: tutta la nostra vita è fatta di evoluzioni. Tanto per fare un esempio, volendo, uno a 15 anni potrebbe ridere della forza fisica di se stesso quando aveva 5 anni, non ci si troverebbe nulla di male. Ma con la nostra testa, pensare che probabilmente quelle che stiamo pensando sono tutte cazzate... E' disarmante.
Conseguentemente (ma con un po' più di difficoltà in questo caso) ci si può chiedere: "E allora desidero che questa catena si interrompa?". La risposta più immediata potrebbe essere "Sì, voglio raggiungere la maturazione dei miei pensieri!". Subito dopo, però, ci si blocca. No, non voglio che si fermi. Se si fermano, c'è un'involuzione. Così come un trentenne teme il proprio declino fisico a 50 anni, io non posso che temere il mio declino mentale e sperare che non si verifichi.

Quindi, non mi resta che tenermi i miei pensieri "da consumarsi preferibilmente entro il: vedersi data sul retro della confezione", e sperare di continuare a rimuginare su "cazzate" ancora molto, molto a lungo. :)