mercoledì, novembre 28, 2007

Siamo la coppia più bella del mondo

D'inverno i tossici, non so altrove ma sicuramente a Torino, si riconoscono appena spuntano all'orizzonte. A differenza di altre stagioni, l'inverno costringe a coprirsi più del solito, e più vestiti ci sono e più la stravaganza ha statisticamente possibilità di venir fuori. Vuoi perchè sono strafatti, vuoi perchè vivono in un mondo loro, vuoi perchè si sentono rifiuti della società e non importa loro nulla, che siano uomini o donne, li vedi girare con giacche fuori moda, stivali evidentemente caldi ma anche evidenti e basta, collant di colori raccapriccianti e cappelli che sembrano usciti dal guardaroba di una costumista di un finto documentario di serie B sul centro-sudamerica. Ma non è tanto il singolo elemento che risalta: spesso vediamo indumenti strani addosso a persone che per il resto paiono normalissime, forse solo un poco eccentriche. Quello che risalta è l'accostamento di forme e colori, accostamenti non brutti ma sicuramente impensabili a chiunque, non frutto di cattivo gusto ma di un gusto di non facile comprensione, presumibilmente non per chi non è nella loro condizione.
E se spicca uno solo in mezzo alla folla, figuratevi due.

Li vedo laggiù, che girano all'angolo dell'ennesimo incrocio ad angolo retto della città, uguale a tanti altri, e subito capisco di chi si tratta. Incontro non tanto rado, quando esco dall'Università: si tratta in fondo di una zona abbastanza malfamata, sede contemporaneamente di una comunità per disabili ma anche per disadattati e di un ospedale dove distribuiscono metadone o altri succedanei alla dipendenza, oltre a criminalità spiccia. Dicevo, li vedo che spuntano al fondo della strada, e già dai colori sfavillanti mi spunta un sorrisetto di simpatia sul viso. Si avvicinano a me mentre io mi avvicino a loro, e riesco a distinguere i capi di vestiario: entrambi indossano il suddetto cappello azteco o argentino o non so cosa nominato sopra (di cui non abbiamo una diapositiva ma conto che abbiate capito tutti) identici se non per il colore, uno rosso e uno blu, e il resto non lo ricordo perchè ero troppo attratto dall'eccentricità dei suddetti visti in coppia, ma erano abiti che nell'insieme davano un'immagine un po' grottesca ma più che altro affettuosa. Sono lì che li vedo sorridenti, mano nella mano, saldi e fermi che camminano nella direzione opposta alla mia. Avvicinatisi ancora un po', si conferma la loro natura: gli occhi un po' infossati e persi nel vuoto, il viso scarno ed emaciato, i denti scombinati, senz'altro tossicodipendenti o ora o nel breve passato.

Poco avanti a me c'è un uomo che, incrociandoli, alza il braccio e li apostrofa dicendo qualcosa tipo: "Eccoli qua, i nostri due amici!", e i due, sorridendo un po' imbarazzati, lo salutano di rimando. Ignoro nel modo più assoluto la natura del rapporto tra i due e l'uomo, anche se posso immaginare per quest'ultimo un lavoro nell'ospedale o nella comunità. Al momento in cui mi incrociano, sempre sorridenti, stanno di nuovo parlando di qualcosa che era per me di così poco interesse che non me ne ricordo per nulla, ma che intratteneva loro in una fittissima e impegnata conversazione, sempre col sorriso sulle labbra.

In quel momento, con i vestiti così fuori dal tempo, più specchio delle loro anime che non i loro corpi, comunque e imperturbabilmente col sorriso sulle labbra, mi è sembrato che cantassero la loro felicità all'unisono, pronunciando le famose parole: "Siamo la coppiaaa, più bellaaaa, del mondoooo... Eeee ciii, dispiaceee, per gl'altriiii...". Nella loro piccola vera finta gioia, che finirà magari due ore dopo, quando cominceranno a sentire delle avvisaglie dell'astinenza, non si rifiuteranno l'un l'altra delle occhiate sospettose perchè non vorranno dividere la prossima duramente procurata dose con il partner. O magari il loro è vero amore, eterno e puro, nato per caso in una condizione terribile come quella, e sopravviverà a qualsiasi avversità, anche a questa, e vivranno per sempre felici e contenti.

Chi può dirlo? Ma in quel momento mi son parsi davvero "la coppia più bella del mondo".



PS: prometto, la smetto di riciclare vecchi titoli di canzonette italiane come titoli dei post. Prometto.

lunedì, novembre 19, 2007

Se potessi avere mille post al mese

...senza esagerare, sarei certo di trovar tutta la felicità!

Così mi vien da cantare, mentre giro tra i blog di conoscenti o meno e leggo tutto quello che hanno da scrivere. Scrivono, scrivono, scrivono... Intensamente, dietro alle loro tastiere, davanti a un monitor chiusi in qualche stanza da qualche parte sul globo terracqueo. Sono lì, con cranio e cuore aperto, pieni di vita e di splendidi amore e sofferenza, traboccanti di emozioni da condividere con un amico o con un perfetto sconosciuto, tanto non ti conosce e se ti conosce questo sei tu, quello che metti nero su bianco, non hai nulla da nascondere.
Il problema (perchè c'è SEMPRE un problema, checché se ne dica) è che per poter mettere nero su bianco, bisogna avere qualcosa da mettere. Non sempre accade. Non a me almeno. Quindi mi trovo spesso a voler scrivere ma a non avere una mazza da scrivere perchè mi sento vuoto, senza emozioni, sempre in cerca e mai in sosta, pieno di scatole vuote se si escludono altre scatole vuote.

E dalla frustrazione di non saper scrivere, vengon fuori questi obbrobbri di autocommiserazione privi di senso e pieni di battaglie contro i mulini a vento. Cazzo, quanto odio la mediocrità.